Visualizzazione post con etichetta colazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta colazione. Mostra tutti i post

Doppelt-Butterzopf

giovedì 31 ottobre 2013

| 0 comments
Perché le cose o si fanno bene, o non si fanno!
La treccia che ho pubblicato la scorsa settimana era ottima. E direi quasi leggera (quasi).
Questa versione invece, beh, è decisamente più burrosa...degna del suo nome! E, per la cronaca, deliziosamente gustosa.
Casa mia profuma di burro...adoro! 
Non me ne vogliano i salutisti convinti, ma come si suol dire: quando ci viole, ci vuole!

Ingredienti:

500 grammi di farina x treccia (o farina bianca), 100 grammi di burro, 2.5 dl di latte, un cucchiaio da minestra di zucchero, un cucchiaio da thè di sale, una bustina di lievito, due uova

Procedimento:

Scaldate un pochino il latte (deve essere tiepido) e fatevi sciogliere il lievito e lo zucchero.
Aggiungete la farina, il sale, il burro ammorbidito e un uovo sbattuto. Impastate per bene, la massa deve essere bella liscia. Mettete in una ciotola coperta con un panno umido e fate riposare per un'oretta. Deve raddoppiare il suo volume.
Formate una o più trecce, spennellatele con l'altro uovo (precedentemente sbattuto con un cucchiaio di acqua), e fate riposare/lievitare ancora 20 minuti. Infornate per circa 30 minuti a 200 gradi.

Butterzopf...per veri svizzeri

sabato 26 ottobre 2013

| 0 comments
Viviamo talmente vicini all'Italia che spesso e volentieri la nostra dieta è mediterranea. Il che va benissimo...chi non ama la pizza? La pasta? La mozzarella? Una bella tagliata? 
Ma io sono figlia di svizzeri DOC, mezza svizzera francese e mezza svizzera tedesca, e nella mia infanzia ricordo che al posto della pasta in tavola molto più spesso c'erano le patate, che la pizza la si andava a mangiare ogni tanto, e che la tagliata di manzo era piuttosto quella che noi chiamavamo "la carne buona", ossia il rib eye fatto grigliare in inverno sul camino.
Insomma...un'alimentazione più svizzera.
Perché anche in Svizzera, a livello culinario, abbiamo le nostre chicche! 
I rösti.
La raclette.
La fondue.
I gipfel.
Il burro (sfido a trovarne uno migliore).
La salsiccia vodese.
La treccia...o butterzopf! Quella che si mangiava a colazione la domenica mattina, con burro, marmellata, oppure prosciutto o formaggio. Gli svizzeri sicuramente mi capiscono! Dunque girovagando nel web sono andata alla ricerca di una ricetta per questa specialità "a tutto burro", che di tanto in tanto fa bene concedersi...e se la si fa in casa, la soddisfazione raddoppia!
Ps: io l'ho preparata per la colazione di sabato ma, il mio fidanzato, dopo averne assaggiato un pezzo appena sfornato al venerdì sera, ha depistato il ristorante giapponese e ci siamo fatti una "colazione serale". Vedete un po' voi!!

Ricetta trovata sul sito web "Die Bauernküche"

Ho preso la metà delle dosi della ricetta originale, e sono uscite due belle trecce (ma potete farne anche una grande grande, oppure raddoppiare le dosi). Io l'altra treccia l'ho congelata.

Ingredienti:

500 grammi di farina (io ne ho presi 300 di farina bianca e 200 di farina integrale), una bustina di lievito in polvere, 65 grammi di burro, un cucchiaino di zucchero, mezzo cucchiaio da minestra di sale, un giallo d'uovo, 3 dl di latte tiepido

Procedimento:

Fate sciogliere il lievito e lo zucchero in un po' di latte, fate sciogliere il burro (io l'ho messo un attimo nel microonde) poi mischiate bene tutti gli ingredienti (tranne l'uovo) e impastate per una decina di minuti. Il composto deve essere omogeneo.
Lasciatelo riposare per un'ora a temperatura ambiente in una ciotola ricoperta con un panno umido. Deve lievitare e diventare grande almeno il doppio.
Create la treccia posizionandola su una teglia ricoperta con carta da forno, spennellatela con il giallo d'uovo (allungato con un po' di acqua) e fate lievitare nuovamente per 15 minuti.
Infornate a 180 gradi per circa 30 minuti se fate due trecce, se ne fate una dovrete lasciarla in forno qualche minuto in più.




1981

martedì 4 giugno 2013

| 1 comments
Che il tempo passi inesorabilmente, non posso dire che sia una novità.
Ma la novità è che i suoi segni sono evidenti su tutti noi, sottoscritta compresa. Non è una novità? Beh, forse la novità è che il fattaccio sia da accettare.
Mi accorgo di non aver più 20 quando i ragazzini si ostinano a volermi dare "del lei" (odio!), quando in un anno sono stata invitata a cinque matrimoni di coetanei o simili, quando in discoteca mi sento vecchia, quando l'assistente mi chiede "ma ai tuoi tempi esisteva....". Ai miei tempi???? No ma, adesso, non scherziamo! Il 1981 non è più proprio dietro l'angolo, ma vi comunico che non è nemmeno associabile al paleolitico!
Poi, per fortuna, un bel giorno vai dal dermatologo che ti dice che sei biologicamente giovane...e ti senti subito meglio...alla faccia dei "twenty-twelve"...

Torta al latte di cocco, variegata al cioccolato

Ingredienti:

180 grammi di farina, 180 grammi di burro, 3 uova, una bustina di lievito, 250 ml di latte di cocco, una manciata di cocco grattugiato, 50 grammi di scaglie di cioccolato, burro per ungere la teglia

Procedimento:

Montate i gialli d'uovo con lo zucchero, aggiungete piano piano farina, lievito e latte di cocco. Unite il cocco grattugiato, ed infine i bianchi d'uovo montati a neve. Ungete una teglia da cake con del burro, rovesciatevi metà del composto e ricoprite con le scaglie di cioccolato, poi aggiungere l'altra metà della massa.
Infornate a 180 gradi per 40 minuti.

Banana bread...organic!

lunedì 22 aprile 2013

| 0 comments
L'altro giorno leggevo un articolo in cui una ragazza diceva che ha avuto problemi di emicrania per anni ed anni. Non riuscendo a trovare una soluzione con le medicine tradizionali, ad un certo punto pensò "se è vero che siamo quello che mangiamo, devo cambiare qualcosa". Iniziò a mangiare solo cibi naturali, e soprattutto biologici. A quanto pare il mal di testa passò.
Ora, non so se sia una bufala, ma con tutte le brutte storie legate ai cibi contaminati che sento ultimamente, un po' di attenzione in più a quello che portiamo in tavola andrebbe data.
Da noi (in Svizzera intendo) i cibi biologici purtroppo sono molto più cari rispetto a quelli normali, e la loro reperibilità non è sempre ottimale. Ma acquistare almeno parte della propria spesa "organic" a mio avviso è un buon punto di partenza.
Detto ciò, vi lascio una ricetta che ho "rubato" dalla pagina facebook di una mia amica, Amy, che propone ricette naturali, spesso Paleo, e gustosissime! Andate a dare un'occhiata: Amy's Fit-licious Pleasures on The Plate......


Banana Maple Syrup Vanilla Bread


Ingredienti:

4 cucchiai di crusca d'avena, 2 cucchiai di crusca di frumento, 2 cucchiai di farina integrale, 2 cucchiai di maizena, 3/4 cucchiai di bicarbonato di sodio, mezzo cucchiaio di sale, mezzo cucchiaio di cannella, 1 tazza di sciroppo d'acero, 1 cucchiaio di olio di cocco, 2 uova grandi (per me 3 piccole), 4 banane, 150 grammi di yougurt greco intero (nella ricetta originale c'erano 80 grammi di yogurt greco e 150 di yogurt normale), 1.5 cucchiai di estratto di vaniglia
Tranne la maizena, tutti gli ingredienti che ho usato sono biologici.

Procedimento:

Mettete nel mixer tutti gli ingredienti secchi, finché non avrete ottenuto una specie di farina.
Frullate poi tutti gli altri ingredienti assieme (tranne una banana), in modo da ottenere una crema.
Unite i due composti e mescolate bene. Tagliate la banana e pezzetti ed incorporatela all'impasto.
Ungete una forma da cake con un po' di grasso di cocco, versatevi il composto ed infornate a 180 gradi (forno ventilato) per circa 50 minuti.



Banana Maple Syrup Vanilla Bread


Pane mele e fantasia

giovedì 29 novembre 2012

| 0 comments
Più che fantasia, questa è proprio un'invenzione, di quelle che ti metti in cucina e dici "Ma sì dai, proviamo".
Domenica pomeriggio, fuori fa freddo, la mia passeggiata anti-senso-di-colpa-perché-tutto-il-giorno-a-casa-non-si-può-mica-stare, l'avevo fatta. La tv...lasciamo perdere, la domenica non c'è mai nulla di proponibile. E dunque vado in cucina e creo.
Pane bianco (comprato per un pranzo e nemmeno toccato), mele (sempre presenti in cucina), uova (comprate in quantità industriali), e latte.
E' un dolce, ideale come colazione o merenda, che facevo una quindicina di anni fa, quando ho inziato a fare le mie "pozioni magiche" in cucina. Ma che poi non avevo più mangiato. Chissà perché.
Ve lo ripropongo oggi, proprio così come l'ho fatto...e mi è piaciuto tantissimo.
Meno al mio fidanzato...detesta l'idea del pane inzuppato, proprio non se ne capacita. Ho cercato di rincorrerlo per casa pregandolo di assoggiarla (giuro, l'ho fatto!) ma si è rivoltato, ribellato, non ha ceduto...prossima volta non dirò che è fatta col pane e sono certa che gli piacerà. E' prevenuto...perché in realtà non ha per nulla il gusto di pane, ma più di un budino alla vaniglia e mele. 
Dunque,a mali estremi...
Stay tuned.


Ingredienti:

200 grammi di pane raffermo, circa 3 dl di latte (o 4 se il pane è tanto secco), 3 uova, 3 cucchiai grandi di zucchero di canna, 3 grandi mele (anche se la prossima volta io ne metterò di più!), estratto di vaniglia in polvere (o zucchero vanigliato)


Procedimento:

Tagliate il pane a pezzettini e mettetelo in una ciotola assieme al latte, dopo un'oretta il pane dovrebbe essere morbido e risultare una "pappa" (ma non troppo bagnata). Mescolate bene le uova con lo zucchero e la vaniglia, unitele al pane e poi aggiungete le mele sbucciate e tagliate a pezzetti. Mescolate bene il tutto.
Imburrate una teglia di circa 20 cm di diametro e versatevi il composto.
Infornate a 180 gradi per circa 40 minuti (la torta dovrà essere dorata, io per sicurezza gli ultimi dieci minuti l'ho cotta con il calore dal basso. Il forno lo uso sempre ventilato).




Pane, mele, latte, uova, vaniglia: what else?

Torta di pere e ricotta

giovedì 8 novembre 2012

| 4 comments
Ecco, questa è una torta che merita davvero di essere fatta, mangiata, fatta nuovamente e mangiata...nuovamente! Infatti l'ho sfornata ieri sera e due belle fette me le sono già mangiate...
É perfetta: dolce al punto giusto, con una consistenza morbida e per niente secca (grazie alla ricotta).
Una colazione perfetta, una merenda golosa, un dessert che non appesantisce. Voilà: ecco a voi la torta di pere e ricotta!

Ingredienti:

250 grammi di ricotta, 200 grammi di farina, 200 grammi di zucchero, mezzo bicchiere di latte, 2 uova, una bustina di lievito per dolci, un pizzico di sale, due pere grandi, burro per la teglia


Procedimento:

Sbucciate le pere e tagliatele in 4 pezzi, poi fatele ammorbidire in una pentola con un po' di acqua (coprite con un coperchio e fate cuocere qualche minuto, ma non devono essere troppo cotte/molli). Poi toglietele dalla pentola, fatele sgocciolare e raffreddare.
Mettete tutti gli altri ingredienti in una ciotola e con le fruste elettriche lavorateli per un paio di minuti.
Imburrate una teglia per torte, trasferitevi il composto e poi mettere le pere a raggiera premendole un po' verso il basso.
Infornate nel forno caldo a 180 gradi per circa 40 minuti.
Sfornate e fare raffreddare, poi spolverate con zucchero al velo.



Torta di pere e ricotta


Ed ecco l'interno...

Cake di mele e ricotta, senza burro

mercoledì 19 settembre 2012

| 2 comments
Quante torte di mele ho fatto? Tante. No, di più!
Questa però è una New Entry: è una ricetta che mi ha dato la mia amica Michela (grazie per i deliziosi cappuccini che mi salvano la mattinata!), ed è fatta con ricotta e senza burro. Leggera, morbida e gustosa.
L'hanno subito assaggiata il mio fidanzato ed un amico di Genova (trasferito a Lugano...e sempre graditissimo ospite), ed hanno detto che è stre-pi-to-sa! Gli ho creduto ;-)

Ingredienti (tutto basato sul numero "2"):

2 mele, 2 uova, 200 gr di farina, 200 gr di zucchero, 200 gr di ricotta, una bustina di lievito, un pizzico di sale, una bustina di zucchero vanigliato

Procedimento:

Sbucciate le mele e tagliatele a fettine sottili. Mescolate energicamente zucchero, uova, farina, lievito, sale, ricotta e zucchero vanigliato. Aggiungete le mele e versate il composto in una teglia da cake foderata con carta da forno.
Infornate per 45 minuti a 180 gradi.
Io l'ho servita tiepida con del gelato alla vaniglia, buonissimo!


Chi mi tira giù dal letto?

mercoledì 18 luglio 2012

| 2 comments

Alzarmi presto la mattina mi piace molto. Mi da soddisfazione, anche durante il fine settimana.
Ma per me, presto sarebbero le 9.
Non certo le 6.45 (orario in cui mi devo svegliare, visto che alle 7.30 sono operativa in ufficio!).
D'inverno è una vera tra-ge-di-a, fuori fa un freddo pazzesco, il sole se la dorme ancora (alla faccia mia), ed il sol pensiero di alzarmi-lavarmi-vestirmi...mi mette di cattivo umore.
D'estate va decisamente meglio: il sole mi fa compagnia ed il caldo evita lo shock termico.
Ma, in tutte le stagioni, c'è sempre una cosa che mi "tira giù dal letto": la colazione!
Immagino sia il pasto che mi piace di più.
Ad esempio, negli alberghi l'idea della colazione in camera è molto romantica, ed è rilassante al sol pensiero ma, per me....eh...no! La cosa che a me piace di più negli alberghi è il buffet colazione. Adoro! Mille tipi di pane, mille tipi di frutta, mille brioches, mille yogurt, mille affettati, mille...mille...mille...buone ragioni per alzarmi e andare a curiosare! Anche se alla fine mangio sempre le stesse cose (brioche e cappuccino, oppure frutta, yogurt, cereali) ma poter decidere con i propri occhi cosa mangiare, non è più bello? Credo sia una cosa che mi è rimasta dall'infanzia, quando mi divertivo moltissimo a provare di tutto (uova strapazzate, pasticcini, petit pains au chocolat,....).

Dunque, vi lascio la ricetta di quella che è la mia colazione estiva...che a volte intercalo volentieri con cappuccino e brioche alla marmellata al bar che, parliamoci chiaro, farà arricciare il naso ai nutrizionisti, ma quanto è buona?

Ingredienti (per una persona):

una mela, una pesca, 200 grammi di quark magro (è un tipo di ricotta svizzera, ma va bene anche yugurt), un cucchiaio da minestra di semini misti (girasole, zucca, lino...), un cucchiaio di miele di castagno


Procedimento:

Tagliate a pezzetti la mela e la pesca, poi versate il quark in una fondina e decorate con la frutta, i semini e il miele...ecco fatto!


Colazione estiva

Ride bene chi ride ultimo

domenica 15 luglio 2012

| 0 comments
E' ufficiale: se non vado in vacanza al più presto piango. E non sto scherzando! Le mie amiche sono tutte, e dico tutte, via..."Un bacio da Mykonos!", "Un bacio dalla Thailandia!", "Un bacio da Formentera!", "Un altro bacio da Mykonos". E io: "Un bacio dall'ufficio!". Suona male, vero? Suona malissimo!
Ma sto per prendermi la rivincita: a breve partirò anche io! Mare, sole, musica, divertimento e...niente e-mail e telefonate. Non chiedo altro.

Prima di partire però vi lascio ancora un paio di ricettine...ed inizio subito giustificandomi e dicendo che non ho mai cucinato cibi preconfezionati, e il congelatore lo uso solo per il ghiaccio e i gelati...questa è la regola. Che a volte mi sembra lecito infrangere! Sì perché, parliamoci chiaro: a volte il tempo manca, e forse, forse, anche la voglia. E' luglio, e ci sono 30 gradi...già il lavoro e la palestra sono due impegni mastodontici (il primo obbligatorio, il secondo....beh, di scuse per non andarci ormai ne ho ormai collezionate a volontà!)....dunque di preparare grandi manicaretti davanti al forno acceso non ne ho tutta sta voglia. Ma al mio fidanzato qualcosa di sfizioso per la colazione , la dovrò pur preparare, no? ;-)

Insomma, per iniziare bene la giornata: panini fatti con pasta della treccia al burro, ripieni di cioccolato (ovomaltina, da noi al momento va per la maggiore, ma va bene qualsiasi cioccolato!) e decorati con semini e noccioline. Simpatici, vero?
Ecco, il trucco sta nel fatto che ho scoperto che ci sono delle farine stra-or-di-na-ri-e alle quali va aggiunta semplicemente dell'acqua e...voilà...niente altro! Sono miscele già pronte, per trecce, per lievitati dolci, per pane ai semi, per....darti la soddisfazione di fare il pane in casa, ma senza misurini e problemi di lievitazione: e riescono sempre! E sono pure buonissimi. Una volta ogni tanto, perché no?

Ingredienti:

una confezione di farina per treccia al burro (l'ho presa alla coop), semini di girasole-zucca-lino-noccioline-uvetta (per decorare i panini, a vostro piacimento), 100-150 grammi di cioccolato (per me ovomaltina), un uovo

Procedimento:

Beh, seguite le istruzioni riguardo ai tempi di lievitazione, poi create delle palline di pasta grandi come un pugno e spennellatele con dell'uovo sbattuto. Inserite il cioccolato (3-4 quadratini in ogni panino), e decorate con semini e noccioline.
Per la cottura seguite le istruzioni sulla confezione (circa 20 minuti a 170 gradi, forno ventilato).

Ed ecco le foto:

Pronti per essere infornati!



Ridi, ridi...che tra poco finisci nel forno!



Cotti! E profumatissimi...



Ecco l'interno...cioccolato all'ovomaltina, che bontà!

Vanilla Cake

domenica 20 maggio 2012

| 0 comments
Et voilà, è tornata la domenica....e piove...piove....e fa freddo.
La primavera era iniziata bene, ma è stata una breve illusione: piove, soprattutto il weekend, da settimane. Quando arriverà il sole? Il caldo? Le giornate al lago? In piscina?
Mmhhhhh........
Nell'attesa, continuo a preparare torte per la colazione della domenica, visto che il tempo "simil invernale" mi invoglia a mettermi all'opera in cucina!
Oggi ho preparato un cake semplice, forse il più semplice di tutti, ma dal gusto dolce e avvolgente che sa "di famiglia", di casa, di coccole.

Ingredienti (la ricetta è del mio amato libro "Sformati dolci e salati" di Sophie Dudemaine):

3 uova, 170 grammi di zucchero più un po' per lo stampo, 160 grammi di farina con un pizzico di sale, 1/3 di bustina di lievito per dolci, 170 grammi di burro più 20 grammi per imburrare lo stampo, 1 stecca di vaniglia.

Procedimento:

Preriscaldate il forno al 180 gradi. In una ciotola montate lo zucchero con le uova fino a che non risulterà una crema chiara e spumosa. Aggiungete la farina con il lievito e mischiate bene. Fate sciogliere il burro e incorporatelo al composto. Tagliate il due la stecca di vaniglia e ricavatene i semini da aggiungere al composto. Amalgamate il tutto.
Imburrate la teglia da cake, e fate scivolare dello zucchero sopra al burro (che creerà poi la crosticina). Trasferite l'impasto nella teglia e coprite con fiocchetti di burro e zucchero.
Infornate per circa 40 minuti.


Vanilla Cake



Cake alle banane caramellate

domenica 6 maggio 2012

| 1 comments
Cosa c'è di meglio che fare colazione con un bel cake? E se ci aggiungiamo pure delle banane caramellate, siete d'accordo che otterremo una super golosissima colazione?
Il cake alle banane caramellate è semplicissimo da preparare, bastano davvero solo dieci minuti. E fidatevi: riesce sempre (non è una di quelle torte che quando le metti in forno passi i successivi 40 minuti con le dite incrociate nella speranza che lievitino davvero ;-) ! )
Dunque, se vi avanzano delle banane mature e non sapete come usarle, rimboccatevi le maniche e armatevi di farina, uova e burro....il resto è come sempre magia!

La ricetta è tratta dal libro "Sformati dolci e salati" di Sophie Dudemaine.

Ingredienti:

3 uova, 150 grammi di zucchero, 160 grammi di farina, 1/3 bustina di lievito, 170 grammi di burro, 2 o 3 banane (io 3)

Procedimento:

Preriscaldate il forno a 180 gradi.
Tagliate le banane a rondelle, poi rosolatele in padella con poco burro e spolverizzatele con dello zucchero. Fate cuocere per 5 minuti, poi fatele raffreddare.
Montate le uova con lo zucchero, fino a che non otterrete una crema chiara. Aggiungete farina e lievito. Fate sciogliere il burro e aggiungetelo all'impasto, poi aggiungete anche le banane e mescolate con cura.
Versate il tutto in uno stampo imburrato e infornate per 40 minuti.


Cake alle banane caramellate

Dolcetti con ricotta e crema pasticcera

giovedì 26 aprile 2012

| 0 comments
Quando riesco vado in palestra in pausa pranzo e, tra una fatica e l'altra, guardo la tv sul monitor dello step o del cross trainer. E a mezzogiorno, secondo voi, posso perdermi i programmi di cucina? No, non posso proprio! Infatti mi servono come ispirazione per la cena (perché il problema non è mai cucinare, ma decidere COSA cucinare!).
L'altro giorno ho visto questa ricetta e, sempre in pausa pranzo (quando voglio sono veramente un lampo) sono andata a comprare tutti gli ingredienti che avevo bisogno per preparare questi dolcetti...
Vi avviso che ci vuole un po' di tempo a prepararli perché bisogna preparare la pasta e lasciarla riposare per 30 minuti, ma ne vale la pena, sono a-do-ra-bi-li!
Ottimi per la colazione o la merenda dei bambini (o quelli che, come me, hanno mantenuto questa tradizione).

La ricetta l'ho presa dalla trasmissione "La prova del cuoco" su Rai Uno.

Ingredienti:

Per la "frolla": 200 grammi di ricotta,150 grammi di zucchero, 70 ml di latte, 70 ml di olio d’oliva, 350 grammi di farina, 1 bustina di lievito, 1 bustina di vanillina, sale q.b., 1 tuorlo, 20 grammi di zucchero a velo.
Per la crema: 5 cucchiai di zucchero, 3 cucchiai di amido di mais, 3 tuorli, 500 ml di latte, 1 limone, sale q.b.

Procedimento:

Setacciate la farina in una ciotola e unire il lievito, la vanillina e lo zucchero. Mescolate gli ingredienti e  poi aggiungete il sale e l’olio ed amalgamate bene l’impasto. Quando l’olio si sarà assorbito, aggiungete il latte e continuate a lavorare l’impasto fino a renderlo omogeneo. Aggiungete ora la ricotta poco alla volta e lavorate l’impasto fino a renderlo liscio. 
Lasciatelo riposare per 30’ a temperatura ambiente (coprendolo con un telo).
Per la crema: scaldate il latte in una  casseruola. Contemporaneamente sbattete i tuorli con lo zucchero in una ciotola. Poi aggiungete l'amido di mais e versate il latte piano piano. Trasferite la preparazione sul fuoco e lasciate addensare bene, per circa 8 minuti, a fuoco dolce.Grattugiate la buccia del limone nella crema a metà cottura, poi teneta da parte e fate raffreddare.
Stendete la frolla sul piano di lavoro infarinato, ritagliate dei dischi di circa 5/6 cm di diametro e suddividete la crema fredda nei dischetti (frolla, crema e sopra di nuovo frolla: poi chiedete facendo un po' di pressione ai bordi con i polpastrelli. Io ho forato un pochino il dischi con cui ho chiuso i dolcetti, in modo che in cottura "respirino" e si intravveda un pochino la crema). Spennellateli con il tuorlo d'uovo e lo zucchero.
Accendete il forno a 180° e trasferite i biscotti su una placca da forno imburrata: infornate per circa 20 minuti. Devono diventare dorati e poi, una volta sfornati, vanno cosparsi con zucchero al velo e serviti freddi.

Dolcetti con ricotta e crema pasticcera


Breakfast in Lugano

giovedì 5 aprile 2012

| 2 comments
Come si suol dire..."chi ben comincia, è a metà dell'opera"...
Detto...fatto! Io senza una bella colazione non riesco a fare nulla! E, una tappa d'obbligo, è sicuramente il mio adorato cappuccino mattuttino!
A Lugano ci sono un paio di posticini in cui vale davvero la pena recarsi per una pausa caffè o un goloso breakfast. Sicuramente di ristoranti o bar in cui fare colazione ce ne sono tanti altri, ma i miei preferiti sono in assoluto Al Porto e Panino Divino .
Al Porto adoro la pasticceria: sono delle vere opere d'arte! Non saprei quale pasticcino o torta consigliarvi, sono tutti buonissimi. Se avete occasione di andarci, vi farete guidare dalle vostre voglie! E che dire del cappuccino? Delizioso e servito con eleganza. Ecco la foto, giudicate voi...




Al Panino Divino invece l'atmosfera è più frizzante: ci lavorano ragazzi giovani, sempre sorridenti e con un talento innato per il cappuccino! Provare per credere...
Oltre al caffè, propongono anche degli ottimi panini, ed hanno pure qualche tavolino all'esterno dal quale "curiosare" il centro di Lugano.

Inoltre, stamattina ho fatto una grande scoperta: pasticceria/panetteria Marina (quartiere Maghetti, 6 - Lugano)! Sembra il Paese delle Meraviglie...un negozio piccolino, ma con un profumo di pane e brioches appena sfornate che, anche in una giornata di pioggia come oggi, mi ha messo di buon umore! Quando la commessa mi ha chiesto cosa desiderassi, non sapevo cosa dirle: avrei preso tutto! Alla fine la mia scelta è ricaduta su una "danese" (tipo brioche, ma con la vaniglia all'esterno). Inutile dire che era buonissima, e che non sarà di certo l'ultima che mangerò!