Due giorni al safari direi che possano bastare...è bello ed emozionante, ma anche stancante...dopo due notti in cui ti svegli alle 5 e giri per 7 ore al giorno nella riserva a caccia dei big five (gli animali più pericolosi, ossia leone, elefante, rinoceronte, ippopotamo e bufalo)...prendendo colpi a destra e sinistra, sei quasi felice di dire "it was a pleasure, thank you so much...bye bye"
Ma partiamo felici perché gli animali sono eccezionali...e stamattina anche la leonessa si è fatta vedere!
Prossima destinazione: Hermanus, villaggio sul mare famoso per l'avvistamento delle balene (che però passano verso ottobre...dunque a meno che una non se la sia presa mooooolto comoda, non ne vedremo).
Il viaggio dal safari al mare sarebbe durato qualche ora, ma lo abbiamo allungato passando a Swellendam dove abbiamo pranzato e comprato chili di miele (la mia valigia scoppierà!) e facendo una strada sterrata per più di cento chilometri (l'altra era chiusa...). Il viaggio è stato lungo, ma i paesaggi ci hanno ripagato: vigneti, prati, piccoli cottages e farms...
Hermanus è tranquillissima...con scogliere a picco sul mare, tanti ristorantini e villette. L'hotel è splendido...The Marine...penso proprio che saranno giorni di puro relax, meritato? Mhhh, diciamo di si!
Days 6-7: Safari...
Non chiedetemi dove siamo, non l'ho mica ben capito. Per me, l'espressione "in the middle of nowhere" sembra la più azzeccata.
Siamo in una zona semi desertica, in una riserva che si chiama Sanbona. Ora vi dirò per l'ennesima volta che il posto è stupendo...non vorrei sembrare monotematica, ma lo è davvero. Immaginate di guidare per ore e non vedere nulla a parte qualche villaggio microscopico...e continuare a viaggiare tra distese e montagne fino all'entrata della riserva (che consiste in una barriera dove ti fanno firmare un foglio, and that's it). E guidare ancora, e ancora. E poi finalmente vedi alberi, verde, e dei bungalow...pochi, forse sei. Ed un giardino curatissimo, scimmiette, una piscina e tutto intorno il nulla. Questa sarà la nostra casa per i prossimi due giorni.
La stanza è immensa, ma la cosa più bella è una doppia doccia esterna costruita nella roccia, dove nessuno ti può vedere (scimmie a parte)...
Abbiamo già fatto due uscite (game drives), e visto molti animali: cheetas, giraffe, zebre, elefanti, ippopotami, kudu, gazzelle, iene, rinoceronti...manca ancora il re leone...forse saremo più fortunati durante l'uscita di questa sera!
La mattina ci si sveglia alle 5.30 e alle 6.00 si parte...jeep senza tetto, e su e giù per le piste a cercare gli animali...è il secondo safari che faccio in vita mia (il primo era nello Tsavo, in Kenya) ed è qualcosa di speciale. Gli animali nel loro habitat sono i padroni di casa, noi umani siamo gli ospiti. Massimo rispetto per la natura ed occhi aperti sono il filo conduttore di ogni uscita nella riserva, che per estensione è la quarta più grande del Sudafrica.
La guida ci spiega molte cose interessanti riguardo agli animali, quelle che mi sono rimaste più impresse sono:
- i cheetas (felini maculati) corrono da 0 a 90 km orari in due secondi, e arrivano a 120 km orari in pochi secondi in più
-chi comanda tra gli ippopotami è il maschio più anziano e, se lui va in acqua, tutti vanno in acqua, se si sposta, tutti lo seguono...hanno una pelle spessa 7 cm e se vengono feriti si auto-medicano grazie ad un liquido che producono che è antibatterico, anti-qui e anti-la...
-gli elefanti maschi, quando diventano ometti, vengono cacciati dal gruppo delle femmine che non gradiscono le loro continue attenzioni. Si devono dunque "accodare" ad un maschio adulto ed imparare a comportarsi
-sapete perché le zebre hanno le strisce? Perché quando vengono attaccate, correndo in gruppo creano un effetto ottico che confonde il predatore
-le giraffe hanno un cuore che pesa più di 20 kg...perché deve pompare il sangue fino alla testa che si trova decisamente in alto!
Ok, per ora è tutto...non vorrei rubare il lavoro a National Geographic! ;-)
PS: riesco a pubblicare le foto solo dal cellulare, purtroppo...quelle fatte con la macchina fotografica sono ben diverse, ma potrò scaricarle solo quando sarò a casa. Sorry ;-)
Siamo in una zona semi desertica, in una riserva che si chiama Sanbona. Ora vi dirò per l'ennesima volta che il posto è stupendo...non vorrei sembrare monotematica, ma lo è davvero. Immaginate di guidare per ore e non vedere nulla a parte qualche villaggio microscopico...e continuare a viaggiare tra distese e montagne fino all'entrata della riserva (che consiste in una barriera dove ti fanno firmare un foglio, and that's it). E guidare ancora, e ancora. E poi finalmente vedi alberi, verde, e dei bungalow...pochi, forse sei. Ed un giardino curatissimo, scimmiette, una piscina e tutto intorno il nulla. Questa sarà la nostra casa per i prossimi due giorni.
La stanza è immensa, ma la cosa più bella è una doppia doccia esterna costruita nella roccia, dove nessuno ti può vedere (scimmie a parte)...
Abbiamo già fatto due uscite (game drives), e visto molti animali: cheetas, giraffe, zebre, elefanti, ippopotami, kudu, gazzelle, iene, rinoceronti...manca ancora il re leone...forse saremo più fortunati durante l'uscita di questa sera!
La mattina ci si sveglia alle 5.30 e alle 6.00 si parte...jeep senza tetto, e su e giù per le piste a cercare gli animali...è il secondo safari che faccio in vita mia (il primo era nello Tsavo, in Kenya) ed è qualcosa di speciale. Gli animali nel loro habitat sono i padroni di casa, noi umani siamo gli ospiti. Massimo rispetto per la natura ed occhi aperti sono il filo conduttore di ogni uscita nella riserva, che per estensione è la quarta più grande del Sudafrica.
La guida ci spiega molte cose interessanti riguardo agli animali, quelle che mi sono rimaste più impresse sono:
- i cheetas (felini maculati) corrono da 0 a 90 km orari in due secondi, e arrivano a 120 km orari in pochi secondi in più
-chi comanda tra gli ippopotami è il maschio più anziano e, se lui va in acqua, tutti vanno in acqua, se si sposta, tutti lo seguono...hanno una pelle spessa 7 cm e se vengono feriti si auto-medicano grazie ad un liquido che producono che è antibatterico, anti-qui e anti-la...
-gli elefanti maschi, quando diventano ometti, vengono cacciati dal gruppo delle femmine che non gradiscono le loro continue attenzioni. Si devono dunque "accodare" ad un maschio adulto ed imparare a comportarsi
-sapete perché le zebre hanno le strisce? Perché quando vengono attaccate, correndo in gruppo creano un effetto ottico che confonde il predatore
-le giraffe hanno un cuore che pesa più di 20 kg...perché deve pompare il sangue fino alla testa che si trova decisamente in alto!
Ok, per ora è tutto...non vorrei rubare il lavoro a National Geographic! ;-)
PS: riesco a pubblicare le foto solo dal cellulare, purtroppo...quelle fatte con la macchina fotografica sono ben diverse, ma potrò scaricarle solo quando sarò a casa. Sorry ;-)
Day 5: Winelands...
Goodbay Cape Town...
Sono stati 4 giorni bellissimi e molto ricchi di emozioni e scoperte, ma il viaggio continua. Si va nell'entroterra, nella zona dei vigneti.
Prima tappa Stellenbosch...la cittadina più famosa per il vino sudafricano. Arriviamo in circa 45 minuti...è sabato e il paese è affollato...decidiamo dunque di proseguire verso Franschhoek, dove abbiamo prenotato il nostro hotel, La Petite Ferme. Depositiamo i bagagli e via: il gran premio delle degustazioni ha inizio! Pranziamo presso Môreson, ottimi formaggi, affettati e pane fatto in casa...poi il mio fidanzato si lancia nella prima degustazione: champagne, champagne rosé, cabernet...ad un certo punto perdo il conto. So solo che il suo inglese, da buono improvvisamente è ottimo, praticamente madre lingua! E via in un'altra "farm" dove, oltre alla degustazione, visitiamo il museo con la collezione di automobili più prestigiosa del Continente. Beh, sebbene io non sia un'appassionata del genere, devo dire che ne è valsa la pena.
Ultima degustazione (ho messo un limite!) presso La Motte: meraviglioso! Un relais curatissimo, un'oasi di pace in mezzo ai vigneti. Cheesecake e caffè per me, vino per lui (tra poco lo sentiremo parlare anche l'afrikans!).
Torniamo in hotel e ci impossessiamo della camera: che bella! Proprio una chicca...si tratta di una villa suddivisa in 4 camere con piscina privata, con un panorama che lascia senza fiato...una valle di vigneti, di prati curatissimi e di fiori si estende fino a dove si riesce a vedere!
Tuffo in piscina e aperitivo con i vicini di camera (from London) in veranda, con vino della casa. La lingua inglese per il mio fidanzato ormai non ha più segreti...he is sooo amazing! ;-)
Sono stati 4 giorni bellissimi e molto ricchi di emozioni e scoperte, ma il viaggio continua. Si va nell'entroterra, nella zona dei vigneti.
Prima tappa Stellenbosch...la cittadina più famosa per il vino sudafricano. Arriviamo in circa 45 minuti...è sabato e il paese è affollato...decidiamo dunque di proseguire verso Franschhoek, dove abbiamo prenotato il nostro hotel, La Petite Ferme. Depositiamo i bagagli e via: il gran premio delle degustazioni ha inizio! Pranziamo presso Môreson, ottimi formaggi, affettati e pane fatto in casa...poi il mio fidanzato si lancia nella prima degustazione: champagne, champagne rosé, cabernet...ad un certo punto perdo il conto. So solo che il suo inglese, da buono improvvisamente è ottimo, praticamente madre lingua! E via in un'altra "farm" dove, oltre alla degustazione, visitiamo il museo con la collezione di automobili più prestigiosa del Continente. Beh, sebbene io non sia un'appassionata del genere, devo dire che ne è valsa la pena.
Ultima degustazione (ho messo un limite!) presso La Motte: meraviglioso! Un relais curatissimo, un'oasi di pace in mezzo ai vigneti. Cheesecake e caffè per me, vino per lui (tra poco lo sentiremo parlare anche l'afrikans!).
Torniamo in hotel e ci impossessiamo della camera: che bella! Proprio una chicca...si tratta di una villa suddivisa in 4 camere con piscina privata, con un panorama che lascia senza fiato...una valle di vigneti, di prati curatissimi e di fiori si estende fino a dove si riesce a vedere!
Tuffo in piscina e aperitivo con i vicini di camera (from London) in veranda, con vino della casa. La lingua inglese per il mio fidanzato ormai non ha più segreti...he is sooo amazing! ;-)
Day 4: relaxing at the beach
Svegliarsi e non vedere una nuvola in cielo, è già di per se bellissimo. Quando si è al mare, ancora di più! Dopo le visite culturali degli scorsi giorni, oggi ci siamo dedicati al relax totale. Colazione in una bakery al waterfront (ci siamo svegliati troppo tardi ed in albergo il buffet colazione era già finito...ops), giretto in una shopping mall (dove l'unica cosa che volevo comprare era esaurita, Argh!) e poi spiaggia...il nome è pressoché impronunciabile (Llandudno), ma il posto è stupendo. Una piccola baia ai piedi di un'imponente montagna, sabbia bianca, tante onde, tanti surfisti (con la muta perché l'acqua è ghiacciata), poca gente ma...troppo vento! Quando cessa è un regalo...ma quando soffia, mmmhhhh, alza tanta di quella che sabbia che se ti prende ti schiaffeggia!
Vedendo anche le altre spiagge attorno alla Città, ho capito che non è il posto per le persone a cui piacciono gli stabilimenti attrezzati con lettini, ombrelloni, ristorantini, baretti e musica. Qui la natura è selvaggia, e di lettini non se ne trovano quasi (quando non c'è vento, dei ragazzi del luogo ne affittano, ma in giornate come oggi...asciugamano sulla sabbia, e via andare!).
Ma è giusto così, chi vuole altri servizi, ha migliaia di altre destinazioni balneari tra cui scegliere...
Domani si parte per le wineries...dicono sia stupendo...anche se, da brava pseudo astemia, mi dedicherò più che altro ad apprezzare il paesaggio...il mio fidanzato invece saprà dire qualcosa anche riguardo ai vini ;-)
Vedendo anche le altre spiagge attorno alla Città, ho capito che non è il posto per le persone a cui piacciono gli stabilimenti attrezzati con lettini, ombrelloni, ristorantini, baretti e musica. Qui la natura è selvaggia, e di lettini non se ne trovano quasi (quando non c'è vento, dei ragazzi del luogo ne affittano, ma in giornate come oggi...asciugamano sulla sabbia, e via andare!).
Ma è giusto così, chi vuole altri servizi, ha migliaia di altre destinazioni balneari tra cui scegliere...
Domani si parte per le wineries...dicono sia stupendo...anche se, da brava pseudo astemia, mi dedicherò più che altro ad apprezzare il paesaggio...il mio fidanzato invece saprà dire qualcosa anche riguardo ai vini ;-)
Day 3: District six, Museum, Table Mountain, Camps Bay
Siamo qui da tre giorni, e sono tre giorni che ripeto al mio fidanzato che non mi sento lontana da casa. Non dico di sentirmi a casa...non è la stessa cosa, no. Ma non mi sembra di essere in fondo ad un altro continente. Sarà l'atmosfera, sarà l'aria, sarà un insieme di cose che creano un "Good Feeling".
Stamattina il tempo non era bellissimo, qualche nuvola sovrastava la città. Ci siamo dunque diretti verso "District Six", una zona del centro purtroppo famosa per l'Apartheid. Abbiamo visitato il museo che ne racconta la storia, è stato toccante e sicuramente degno di nota.
Dopo un giro tra i mercati locali, il cielo si è schiarito...Table Mountain? Yes! In macchina siamo giunti sino alla cabinovia...ripida? No, di più! Un ascensore a cielo aperto. La salita è già di per se un'esperienza...e la vetta, beh, la vetta è qualcosa di davvero speciale. La vista è impressionante, da est ad ovest si estende la Città del Capo, le sue spiagge, Robben Island, oceano Atlantico ed oceano Indiano, montagne, rocce, prati, mare e tanto vento.
Dopo un giretto ad alta quota tra massi (chi li ha portati fin lassù?) e un pranzo veloce, scendiamo e ci dirigiamo verso Camps Bay. L'acqua è gelida, davvero gelida. Ma la spiaggia è vibrante...una passeggiata "pieds dans l'eau" è comunque d'obbligo, come pure un aperitivo al tramonto.
Una giornata impegnativa ma sicuramente da ricordare.
Stamattina il tempo non era bellissimo, qualche nuvola sovrastava la città. Ci siamo dunque diretti verso "District Six", una zona del centro purtroppo famosa per l'Apartheid. Abbiamo visitato il museo che ne racconta la storia, è stato toccante e sicuramente degno di nota.
Dopo un giro tra i mercati locali, il cielo si è schiarito...Table Mountain? Yes! In macchina siamo giunti sino alla cabinovia...ripida? No, di più! Un ascensore a cielo aperto. La salita è già di per se un'esperienza...e la vetta, beh, la vetta è qualcosa di davvero speciale. La vista è impressionante, da est ad ovest si estende la Città del Capo, le sue spiagge, Robben Island, oceano Atlantico ed oceano Indiano, montagne, rocce, prati, mare e tanto vento.
Dopo un giretto ad alta quota tra massi (chi li ha portati fin lassù?) e un pranzo veloce, scendiamo e ci dirigiamo verso Camps Bay. L'acqua è gelida, davvero gelida. Ma la spiaggia è vibrante...una passeggiata "pieds dans l'eau" è comunque d'obbligo, come pure un aperitivo al tramonto.
Una giornata impegnativa ma sicuramente da ricordare.
Day 2: Cape of Good Hope
mercoledì 9 gennaio 2013
Etichette: boboons, Cape of Good Hope, pinguini, struzzi, Sudafrica | 5 comments
Dopo la prima notte Sudafricana, siamo pronti per scoprire il punto più a sud del continente: Cape of Good Hope!
Durante il viaggio lungo la costa scopriamo alcuni paesini di mare molto colorati e tranquilli, un vero paradiso per gli amanti del surf!
E poi, eccoli: piccoli, teneri, appollaiati in spiaggia e sugli scogli...i pinguini! Un incontro davvero speciale!
Continuiamo verso "il Capo" leggendo cartelli di "allerta Baboons"...ma non ne vediamo. Ad un certo punto l'auto dinanzi a noi si ferma e...ma quanti sono? Famiglie intere di scimmiette che si piazzano tranquillamente in mezzo alla strada, si spulciano a vicenda, fanno in loro bisogni, saltano sui tetti delle auto e, quando ne hanno voglia, si spostano per lasciarci passare! Sono incredibili e simpaticissimi!
La natura qui stupisce ad ogni chilometro...il blu del mare sembra toccare il cielo, le nuvole si muovono velocissime e sono proprio sopra alla testa...i paesaggi hanno dei colori vivi, con mille sfumature.
Non poteva mancare l'incontro con gli struzzi (che il mio fidanzato più che vedere, vuole mangiare!)...in riva al mare, se ne stanno beati al sole.
Ci siamo...il Capo di Buona Speranza è proprio di fronte a noi: onde che si scagliano ferocemente sulle rocce, vento, salsedine. La mente si dirige verso quei navigatori che per primi circumnavigarono questo luogo così potente, così romantico, così energetico. Noi, e tanti altri turisti con macchine fotografiche appese al collo, ammiriamo beati dalla terra ferma...non saremo eroi come i marinai, ma l'emozione è comunque forte.
Durante il viaggio lungo la costa scopriamo alcuni paesini di mare molto colorati e tranquilli, un vero paradiso per gli amanti del surf!
E poi, eccoli: piccoli, teneri, appollaiati in spiaggia e sugli scogli...i pinguini! Un incontro davvero speciale!
Continuiamo verso "il Capo" leggendo cartelli di "allerta Baboons"...ma non ne vediamo. Ad un certo punto l'auto dinanzi a noi si ferma e...ma quanti sono? Famiglie intere di scimmiette che si piazzano tranquillamente in mezzo alla strada, si spulciano a vicenda, fanno in loro bisogni, saltano sui tetti delle auto e, quando ne hanno voglia, si spostano per lasciarci passare! Sono incredibili e simpaticissimi!
La natura qui stupisce ad ogni chilometro...il blu del mare sembra toccare il cielo, le nuvole si muovono velocissime e sono proprio sopra alla testa...i paesaggi hanno dei colori vivi, con mille sfumature.
Non poteva mancare l'incontro con gli struzzi (che il mio fidanzato più che vedere, vuole mangiare!)...in riva al mare, se ne stanno beati al sole.
Ci siamo...il Capo di Buona Speranza è proprio di fronte a noi: onde che si scagliano ferocemente sulle rocce, vento, salsedine. La mente si dirige verso quei navigatori che per primi circumnavigarono questo luogo così potente, così romantico, così energetico. Noi, e tanti altri turisti con macchine fotografiche appese al collo, ammiriamo beati dalla terra ferma...non saremo eroi come i marinai, ma l'emozione è comunque forte.
Cape Town...here we are!
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Sudafrica,
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Eccoci qui...un piccolo grande sogno che si avvera! Partiti da Zurigo alle 22.40 dopo un volo tranquillissimo siamo atterrati alle 10.00 in Sudafrica! I bagagli alla nostra uscita giravano già sul nostro (prendiamo esempio), e la nostra auto a noleggio ci aspettava al sole! Un salto in hotel e via al Waterfront per un giretto di ambientazione e gita in barca sul mare.....
La natura qui è imponente, la gente allegra e cordiale.
Tornati in hotel, ci siamo abbandonati ai lussi della SPA...dopo un volo così lungo ci voleva!
Sera...per il compleanno del mio Fidanzato ho prenotato al The Bungalow...se capitate da queste parti, ve lo consiglio vivamente! Ottimo pesce, bella gente, ambiente super!
Le prime impressioni di Cape Town sono molto più che positive.
We Love It!
Ps: nella foto, lo stadio che hanno costruito per i mondiali di calcio!
La natura qui è imponente, la gente allegra e cordiale.
Tornati in hotel, ci siamo abbandonati ai lussi della SPA...dopo un volo così lungo ci voleva!
Sera...per il compleanno del mio Fidanzato ho prenotato al The Bungalow...se capitate da queste parti, ve lo consiglio vivamente! Ottimo pesce, bella gente, ambiente super!
Le prime impressioni di Cape Town sono molto più che positive.
We Love It!
Ps: nella foto, lo stadio che hanno costruito per i mondiali di calcio!
Detox...ci provo!
Insomma...che ve lo dico a fà? Quanto si è mangiato durante queste Feste? Io decisamente troppo...e per fortuna sono andata a sciare e camminare, altrimenti sarei qui a lamentarmi dei chili accumulati. Ho mangiato tanto di quel salmone, e tanto di quel fois-gras, che potevo essere presa tranquillamente per assaggiatrice professionista! "Ne vuoi ancora un po'?" al quarto assaggio avrei anche potuto ringraziare e rifiutare. Ma perché mai? Perché rifiutare? Mica lo mangio tutti i giorni, no? "Oh grazie, volentieri, che buono!". Buono, ottimo, talmente sublime che alle sette del mattino del giorno seguente ero sul divano intenta a litigare col mio stomaco con in mano una tisana fumante! Argh!
Stasera vi propongo un piatto che amo: riso con verdure, frutta, e spezie varie. Se vi piace la cucina indiana e gli abbinamenti di dolce, salato e aspro...potrebbe piacervi molto...è decisamente detox e leggero, per mettersi un po' a posto con la coscienza dopo tutte le ore passate con i piedi a penzoloni sotto le tavolate imbandite!
Ingredienti (per due persone):
150 grammi di riso, una mela, un finocchio, tre carote, una manciata di uvetta, due cucchiai di mandorle a lamelle, un cucchiaio di semi di lino e uno di semi di sesamo, mezzo melograno, spezie orientali (zenzero, cardamomo, coriandolo e curry - tutte le spezie le ho usate in polvere)
Procedimento:
Tagliate il finocchio a pezzettini ( mezzo cm), pelate le carote e tagliatele a cubettini, sbucciate la mela e tagliatela a cubetti (un cm). Fate saltare il tutto in padella con un po' di olio, un po' di sale, le spezie, l'uvetta, le mandorle e i semi. Aggiungete un po' di acqua per cuocere ed amalgamare il tutto. Fate bollire il riso in acqua salata, scolatelo bene e unitelo alle verdure in padella, mescolate bene il tutto e mettete in un piatto di portata, decorando con una manciata di melograno.
Stasera vi propongo un piatto che amo: riso con verdure, frutta, e spezie varie. Se vi piace la cucina indiana e gli abbinamenti di dolce, salato e aspro...potrebbe piacervi molto...è decisamente detox e leggero, per mettersi un po' a posto con la coscienza dopo tutte le ore passate con i piedi a penzoloni sotto le tavolate imbandite!
Ingredienti (per due persone):
150 grammi di riso, una mela, un finocchio, tre carote, una manciata di uvetta, due cucchiai di mandorle a lamelle, un cucchiaio di semi di lino e uno di semi di sesamo, mezzo melograno, spezie orientali (zenzero, cardamomo, coriandolo e curry - tutte le spezie le ho usate in polvere)
Procedimento:
Tagliate il finocchio a pezzettini ( mezzo cm), pelate le carote e tagliatele a cubettini, sbucciate la mela e tagliatela a cubetti (un cm). Fate saltare il tutto in padella con un po' di olio, un po' di sale, le spezie, l'uvetta, le mandorle e i semi. Aggiungete un po' di acqua per cuocere ed amalgamare il tutto. Fate bollire il riso in acqua salata, scolatelo bene e unitelo alle verdure in padella, mescolate bene il tutto e mettete in un piatto di portata, decorando con una manciata di melograno.
Neve. Sole. Balli. Sonno.
Ecco quattro parole per riassumere le mie vacanze engadinesi.
Uno va in vacanza anche per riposare. Ok, anche per divertirsi. E certamente per fare sport, soprattutto in inverno.
Queste erano le mie intenzioni.
Non avevo calcolato i piani d'attacco del mio (sempre più adorabile) fidanzato.
E così venerdì (giorno della partenza) alle 7.30 sono in ufficio, la sera dopo il lavoro corro a casa per "chiudere" la valigia e caricare la macchina (alla fine non ci stava nemmeno più un foglio di carta!), e si parte.
"Amore stasera ci hanno inviatati ad una festa, cosa ne dici?". Io che lottavo contro il sonno dalle due di pomeriggio, esterno pacatamente: "Amore, sinceramente preferirei fare qualcosa di tranquillo, così domani sciamo belli freschi".
Lui: "Ah peccato, perché ho già confermato la nostra presenza."
E allora cosa me lo chiedi a fare?
Dunque arriviamo, scarichiamo la macchina, infilo un tacco e una magliettina e via, prima festa.
Giorno 2: si scia e si incontrano altri amici. Che ci invitano ad un compleanno.
Perché rifiutare? Non sia mai! E via di balletti fino a notte inoltrata.
Giorno 3: cammino per tre ore in salita sulla neve, per arrivare al mio ristorante preferito (El Paradiso). Furbissimamente non avevo prenotato. Non c'è posto. Male, malissimo. Sfoggio il mio sorriso più convincente...non funziona. Ancora peggio. Torno indietro e arrivo in un altro ristorante sulle piste dove mi aspettano amici e fidanzato. La sera, di amici, ne arriveranno altri...e allora perché non uscire tutti assieme e fare un altro salto in discoteca? Ma certo, why not? Altro giro di giostra!
Giorno 4: Capodanno. Io, distrutta. Lui? No, lui no. Il mio fidanzato si ricarica a suon di musica. Il suo piano d'attacco è quello di salutare tutti gli amici che sono in varie feste e vari locali. Dunque: cena da amici, dopo cena da altri amici, poi una discoteca, poi un'altra...e poi perché non fermarsi alle 4 di notte a scattare foto ad un gruppo di inglesi che volevano essere immortalati in gruppo? Non pensando che la propria fidanzata, con abitino e sandalo, a -15 gradi potrebbe, eventualmente, avere un unico desiderio: salire in macchina e andare ad infilarsi sotto ad una doccia bollente!
Giorno 5: si scia...poca gente sulle piste (eh beh, vorrei ben vedere!), sole pieno, e gambe che pista dopo pista reggono sempre meno. Ma ci divertiamo come matti e passiamo la prima giornata dell'anno felici. Dopo il tour de force degli ultimi giorni, il programma della serata doveva essere tranquillo. Ma, chissà perché, io il letto l'ho visto solo alle 3 di notte...
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